Incidente mortale a Cassano Magnago: ipotesi di femminicidio dopo la morte di Pierina Buffon
Si chiamava Pierina Buffon la donna morta ieri, venerdì 16 ottobre 2026, in un terribile incidente d'automobile nel Varesotto. Lo scontro si è verificato in mattinata sulla tangenziale di Cassano: lo schianto frontale, violentissimo, secondo le prime ipotesi sarebbe stato da attribuire a un malore della donna al volante.
Ulteriori e accurate indagini, invece, hanno portato alla luce una nuova dinamica: non sarebbe stata l'automobile della donna a invadere la corsia opposta, ma la Jaguar al cui volante c'era un uomo di 73 anni. Quello che sembrava essere un incidente d'auto mortale, in realtà potrebbe essere servito a nascondere un femminicidio. È questa l'ipotesi degli inquirenti dopo aver scoperto che alla guida dell'auto con cui si è schiantata la sessantanovenne si trovava l'ex compagno, un uomo di 73 anni, Fulvio Ielmini. Donna muore in un incidente frontale: l'ex compagno sull'altra auto, ipotesi femminicidio Come appreso nel corso delle indagini, la relazione fra Buffon e Ielmini durata circa otto anni si è conclusa lo scorso giugno. "È stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo. È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca", sono state la parole del figlio della donna al Tg3. A questa parole è seguita la risposta dell'avvocato che assiste il settantatreenne che ipotizza un malore del suo assistito. "Purtroppo una volta finita la relazione ha provato a riavvicinarla: si presentava sotto casa e faceva dei comizi - spiega allo stesso telegiornale - È stata fatta una diffida, la cosa sembrava tranquillizzata, ora saranno da determinare le condizioni psichiche di questo uomo". La denuncia della sessantanovenne A confermarlo anche la legale della sessantanovenne, l'avvocata Cinzia Botta: "A luglio avevamo già denunciato all'autorità giudiziaria i comportamenti del settantatreenne: in questi giorni stavamo chiudendo la memoria da depositare in Procura affinché il titolo di reato a suo carico potesse essere perfezionato". Oltre a quelli che l'avvocato di Ielmini ha definito "comizi sotto casa", l'avvocata Botta avrebbe fatto riferimento a minacce, litigi e pedinamenti.