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Don Vito Martinelli, la Curia aveva aperto un’indagine già nel novembre 2025

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Aveva conosciuto don Vito Martinelli quando frequentava la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Corato, nel Barese. All'epoca era un adolescente e si stava preparando a ricevere la cresima. Negli anni successivi il rapporto con il sacerdote si sarebbe consolidato, fino a quando il giovane, oggi 23enne, avrebbe iniziato a subire quelle che ha poi denunciato come molestie e violenze sessuali. Per questi fatti, contestati dalla Procura di Trani, il sacerdote 56enne è stato arrestato il 10 ottobre e posto ai domiciliari.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell'inchiesta, gli episodi sarebbero avvenuti tra il 2022 e il 2025, quando Martinelli era ancora parroco del Sacro Cuore. La Squadra mobile di Bari ha raccolto le dichiarazioni del giovane, ascoltato persone alle quali aveva raccontato quanto sarebbe accaduto e acquisito altri elementi, tra cui messaggi scambiati su Telegram e registrazioni di conversazioni.

L'accusa è di violenza sessuale aggravata dall'abuso di autorità. Gli investigatori ritengono che il sacerdote avrebbe sfruttato il proprio ruolo di guida spirituale e il rapporto costruito con il ragazzo. Martinelli respinge le accuse e si dichiara innocente. Le accuse contro don Vito Martinelli: gli episodi contestati Il giovane frequentava assiduamente la parrocchia e collaborava alle attività organizzate dal sacerdote. Nel tempo, secondo la ricostruzione riportata dal Corriere della Sera sulla base degli atti giudiziari, avrebbe individuato in Martinelli una figura di riferimento spirituale, tanto da maturare la decisione di intraprendere un percorso per diventare sacerdote.

Il primo episodio contestato risalirebbe al 2022, quando il ragazzo aveva appena compiuto 18 anni. Durante un viaggio in automobile verso Acquaviva delle Fonti, il sacerdote avrebbe iniziato a toccargli l'interno coscia e poi l'inguine. Nella denuncia, il giovane avrebbe riferito che situazioni simili si sarebbero ripetute durante altri spostamenti, sia all'andata sia al ritorno.

Sempre secondo il suo racconto, quando provava a opporsi alle attenzioni, Martinelli avrebbe reagito interrompendo il dialogo con lui. Il ragazzo avrebbe inoltre riferito agli investigatori che il sacerdote gli aveva suggerito di rivolgersi a uno psicologo per far emergere quella che, secondo il religioso, sarebbe stata una sua presunta omosessualità.

Un altro episodio contestato sarebbe avvenuto durante un successivo spostamento in automobile. Il sacerdote avrebbe tentato di baciarlo con la forza e avrebbe compiuto ulteriori atti sessuali. Il giovane avrebbe descritto agli inquirenti il disagio provato in quelle circostanze.

Le contestazioni riguardano anche episodi che sarebbero avvenuti nei locali della parrocchia del Sacro Cuore, in particolare nella sacrestia, nell'ufficio parrocchiale, vicino a un'uscita secondaria e negli spazi esterni dell'edificio. Secondo l'ipotesi accusatoria, alcuni degli episodi si sarebbero verificati quando il sacerdote rimaneva da solo con il ragazzo, anche dopo la chiusura della chiesa.

Il giudice per le indagini preliminari, nel provvedimento che ha disposto gli arresti domiciliari, avrebbe definito i comportamenti contestati come "condotte seriali non occasionali".

Le chat su Telegram e le registrazioni raccolte dagli investigatori L'indagine non si basa soltanto sulla denuncia del giovane. Tra gli elementi esaminati dalla Squadra mobile ci sono anche messaggi che il ragazzo e Martinelli si sarebbero scambiati su Telegram. Il loro contenuto sarebbe stato ritenuto rilevante dagli inquirenti per ricostruire la natura del rapporto tra i due e le richieste che sarebbero state avanzate dal sacerdote.

Come riferito da la Repubblica il 13 ottobre, gli atti raccolti dalla Procura di Trani sono circa 1.600 pagine. Nel fascicolo figurerebbero anche registrazioni di conversazioni effettuate dal denunciante con Martinelli e con una terza persona, intervenuta per comprendere le ragioni del progressivo allontanamento del giovane dal sacerdote.

Gli investigatori avrebbero inoltre ascoltato diverse persone alle quali il ragazzo aveva confidato gli episodi nel corso del tempo, tra cui persone legate agli ambienti ecclesiastici. Le loro dichiarazioni si aggiungono agli altri elementi raccolti durante l'indagine.

La Procura starebbe verificando anche l'eventuale presenza di altre persone che potrebbero aver subito comportamenti analoghi. Al momento, tuttavia, non risultano accertate ulteriori vittime: la possibilità è oggetto di approfondimenti investigativi. La segnalazione alla Curia di Trani prima della denuncia Un altro elemento della vicenda riguarda il momento in cui la presunta vittima ha deciso di rivolgersi ai responsabili della Chiesa. Nell'ottobre 2025 il giovane avrebbe raccontato i fatti al nuovo parroco del Sacro Cuore. I due avrebbero poi informato l'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo.

La segnalazione alla diocesi sarebbe quindi arrivata prima della denuncia alle forze dell'ordine. Il 25 novembre 2025 l'arcivescovo ha avviato un'indagine preliminare sull'operato del sacerdote, come confermato successivamente dall'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

Nel frattempo, il ragazzo avrebbe iniziato a chiedere agli amici di non lasciarlo solo con Martinelli. La denuncia alla polizia ha dato origine all'inchiesta penale coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Squadra mobile di Bari.

Non sono stati resi pubblici tutti i dettagli delle verifiche ecclesiastiche svolte dopo la segnalazione. La diocesi ha però confermato ufficialmente l'avvio dell'indagine preliminare nel novembre 2025 e, dopo l'arresto, ha annunciato la sospensione del sacerdote da ogni incarico pastorale. Il trasferimento dalla parrocchia del Sacro Cuore al duomo di Corato Martinelli era stato parroco della chiesa del Sacro Cuore di Gesù fino al 2025. Il 1° settembre di quell'anno aveva lasciato l'incarico per trasferirsi nel duomo di Santa Maria Maggiore, sempre a Corato, dove aveva assunto il ruolo di collaboratore del parroco.

Nel messaggio pubblicato sui social per salutare i fedeli del Sacro Cuore, il sacerdote aveva spiegato che la decisione era legata anche alle disposizioni dei vescovi pugliesi sui sacerdoti che svolgono contemporaneamente l'attività di docenti di ruolo. Martinelli insegna infatti religione al liceo classico di Corato.

Il trasferimento era avvenuto alcuni mesi prima dell'arresto, ma dopo la segnalazione alla diocesi e l'avvio dell'indagine preliminare. Secondo quanto ricostruito dalla stampa, la denuncia alle forze dell'ordine risale alla fine di novembre 2025.

Il 10 ottobre 2026 la polizia ha eseguito nei confronti del sacerdote un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. La Procura aveva chiesto la custodia in carcere, mentre il giudice ha disposto la misura meno restrittiva, anche per tenerlo lontano dall'ambiente scolastico. La posizione della diocesi: "Dolore e sconcerto" Dopo la diffusione della notizia dell'arresto, l'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie ha pubblicato una nota in cui esprime "profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati".

Nel comunicato, la diocesi conferma che l'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo aveva avviato l'indagine preliminare il 25 novembre 2025 e precisa di aver disposto la sospensione immediata di Martinelli da ogni incarico pastorale, in via cautelativa e nel rispetto delle norme del diritto canonico e delle disposizioni della Santa Sede.

L'Arcidiocesi ha inoltre manifestato vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia, dichiarando piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine e offrendo la propria collaborazione per gli accertamenti.

La nota ribadisce infine l'impegno della Chiesa locale contro ogni forma di abuso e la volontà di garantire che parrocchie e centri pastorali siano luoghi sicuri. Allo stesso tempo, richiama la presunzione di innocenza del sacerdote fino a una sentenza definitiva. Chi è don Vito Martinelli, il sacerdote conosciuto in tv Oltre all'attività pastorale, Martinelli è conosciuto a Corato per il suo lavoro di insegnante di religione e per la presenza nelle emittenti televisive locali. Negli anni ha condotto programmi dedicati alla fede e alle testimonianze personali, tra cui Gloria in rete, Da questa parte, prego e Due minuti per Dio, con contenuti diffusi anche attraverso i social.

Il sacerdote è stato attivo anche in iniziative culturali e religiose sul territorio. Nel 2013 aveva preso parte alla commissione preparatoria del Sinodo diocesano e, nel 2015, era stato nominato parroco del Sacro Cuore di Gesù.

Dopo la notizia dell'arresto, la vicenda ha suscitato reazioni nella comunità locale, dove Martinelli era conosciuto anche per la sua attività pubblica. Sui social si è aperto ovviamente un confronto tra persone che lo difendono e altre che esprimono vicinanza al giovane che lo ha denunciato.